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Smaltimento dei rifiuti


Futuro Daunia: tombino industriale PDF Stampa E-mail
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Sono forti come sempre le parole utilizzate da Gianni Lannes, direttore di TERRA NOSTRA per informare i cittadini di quanto sta per accadere in Daunia nei prossimi anni. Le previsioni portano a visioni di "degrado ambientale, malattie, mutazioni genetiche e  morte a carico dei viventi, danni irreversibili all’economia agricola".

Parliamo della costruzione del nuovo inceneritore di rifiuti che si costruirà in Capitanata e che è stato autorizzato illegalmente dalla Regione Puglia. Da ricordare che a Massafra la Marcegaglia ha già costruito un inceneritore altrettanto fuorilegge in base al quale l’Italia è stata sanzionata dall’Europa, mentre quello a Modugno è stato  sequestrato dalla procura della Repubblica di Bari.

Lannes cerca un confronto col Presidente Vendola dal novembre 2009 ma a tutt'oggi senza successo. Dove sono andate le politiche ambientali di Vendola? Perchè non accetta di parlare col giornalista?

Per quanti volessero approfondire cosa si nasconde dietro in impianto di incenerimento dei rifiuti, consiglio di leggere questo post di Alex321.

 
Dati inceneritore di Acerra PDF Stampa E-mail

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L’osservatorio Ambientale dell’inceneritore di Acerra ha pubblicato per la prima volta i dati sul funzionamento dell’impianto dal suo primo avvio. Le tre linee dell’inceneritore sono entrate in funzione rispettivamente il 18 marzo, il 2 maggio e l’8 maggio.

L’osservatorio ha fornito i dati relativi al periodo marzo – maggio in forma aggregata. I dati non sono sufficientemente trasparenti: i risultati dell’attività sono forniti in modo da non consentire la verifica del numero di ore di funzionamento per ogni linea. Quello che comunque si può dedurre, da quanto pubblicato dall’osservatorio, è che complessivamente, durante il periodo marzo-maggio, le tre linee hanno funzionato con rifiuti per un totale di 27 giorni, dunque meno di un terzo dell’intero periodo di operatività. In questo intervallo di tempo, sono state bruciate 16170 tonnellate di rifiuti, 2048 tonnellate di scorie sono prodotte mentre l’energia in uscita è stata pari a 859 megawattora.

Ecco il primo rapporto sulle attività dell'impianto 

Approfondimenti su Ecodallecittà

 
Rifiuti in Campania: 15 arresti PDF Stampa E-mail
 

Da Carta del 3 giugno Anna Pacilli scrive:

L’operazione «Green» della guardia di finanza e della direzione investigativa antimafia di Napoli ha portato quindici persone agli arresti domiciliari. Si tratta di amministratori regionali campani, docenti universitari ed esponenti politici locali, fra i quali spicca il nome di Aniello Cimitile, attuale presidente della Provincia di Benevento, ex rettore dell’università del Sannio e indagato in quanto collaudatore. Sono tutti accusati di falso ideologico per aver dichiarato l’idoneità degli impianti di trattamento dei rifiuti quando erano già sequestrati [perché difformi dai progetti] nonché la loro capacità di produrre cdr [combustibile derivato da rifiuti] e fos [frazione organica stabilizzata] a norma. A realizzare gli impianti, sulla base di appalti banditi dal commissariato di governo per l’emergenza rifiuti in Campania nel 1999, è stato il consorzio Fibe [capofila Impregilo], al quale è stato anche affidato lo smaltimento dei rifiuti in regione dal 1998 al 2005.  

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Sogin: bando per collocare scorie nucleari a Sessa Aurenca (CE) PDF Stampa E-mail

A Sessa Aurenca, un paese nel casertano che già sconta la pena di avere vicino la centrale nucleare di Garigliano, la Sogin ha emanato un bando per la collocazione delle scorie nucleari, senza consultare il parere della popolazione locale.

A quanto pare, non sarebbero immuni neppure altri paesi: Bosco Marengo (Al), Trino (Vc), Caorso (Pc), Roma, Latina, Rotondella (Mt), Ispra (Va) e Saluggia (Vc).

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Brindisi: sequestrata discarica PDF Stampa E-mail

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Provenivano da Lazio, Campania e Veneto le migliaia di tonnellate di rifiuti pericolosi sversati nella discarica di Brindisi. 

Tutto avveniva legalmente, grazie alla complicità di chimici pronti a falsificare le analisi dei rifiuti declassificandoli da pericolosi e consentendone l’illecito smaltimento in discarica a basso costo.

Dieci persone sono finite agli arresti. Tra gli arrestati ci sono gli amministratori di cinque aziende poste sotto sequestro tra le quali la Formica ambiente srl con sede legale a Roma e sede operativa a Brindisi il cui consulente chimico, Salvatore La penna, è tra l’altro componente del comitato tecnico rifiuti della Provincia di Brindisi.

La notizia sull'ANSA e Senzacolonne;

Qualche giorno fa a Brindisi  sequestrato anche il sistema di monitoraggio dell'inceneritore di Brindisi, gestito da "Veolia servizi ambientali Tecnitalia” .

Qui la notizia dei rifiuti tossici bruciati nell'inceneritore di Colleferro.

 

 

 
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