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Isola di plastica: una sporca storia PDF Stampa E-mail

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Il mondo che non vorremmo abitare sta comparendo sotto i nostri occhi. Le recenti immagini fotografate questa estate da Chris Jordan mostrano le carcasse di albatros trovati morti sull'atollo Midway, al centro del Pacifico del Nord. Come si può ben vedere dalle foto, la causa della morte è la presenza di plastica nello stomaco degli uccelli.

Sembra impossibile ma esiste davvero l'isola di plastica. E' grande quanto la superficie del Texas e si estende in due grosse masse dalle Hawaii al Giappone. 

Straodinaria la scoperta del capitano Charles Moore, che mentre partecipava ad una competizione in yacht da Los Angeles alle Hawaii, si imbattè nell'area nota come "il cerchio del Nord Pacifico", un vortice in cui l'oceano circola più lentamente per le condizioni di alta pressione.

Il navigatore si trovò a percorrere diversi giorni circondato da spazzatura. Da allora decise di dedicare la sua vita a studiare il fenomeno e quantificare le dimensioni dell'isola.   

Da dove viene questa "zuppa di plastica"?

Un quinto della spazzatura viene da navi e pozzi petroliferi ma il resto viene dalle coste del Nord America e dell'Estremo Oriente. Ovvero dai nostri rifiuti.

Le conseguenze ci arrivano ogni tanto dalle notizie funebri di uccelli e pesci morti anche nei nostri mari. Un rapporto ONU del 2006 calcola che un milione di uccelli marini e oltre 100 mila tra pesci e mammiferi marini muoiano all'anno a causa dei detriti di plastica.

C'è perfino una spedizione scientifica  che ha studiato il fenomeno a febbraio 2008 e ora sta percorrendo il Pacifico su di una zattera costruita con il materiale recuperato dalla prima spedizione, per denunciare il fenomeno. Guardare per credere! 

Ultimo aggiornamento ( giovedì 12 novembre 2009 )
 
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